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	<title>Parchi Bolognesi</title>
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		<title>Da Bologna a Monteveglio (per la collina)</title>
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		<pubDate>Thu, 06 May 2010 10:59:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francofarnedi</dc:creator>
				<category><![CDATA[In bicicletta]]></category>
		<category><![CDATA[Collegamenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Il secondo percorso per Monteveglio inizia sempre in piazza XX Settembre (44 m / N 44° 30’ 20’’, E 11° 20’ 36’’) raggiunge Casalecchio di Reno, mantenendosi sul tracciato principale della pista ciclabile 1 descritta in precedenza e risale lo storico canale di Reno fiancheggiando la Certosa e alcune aree verdi pubbliche. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Partenza:</strong> Stazione centrale di Bologna (44 m)</p>
<p><strong>Lunghezza:</strong> 28.2 km</p>
<p><strong>Dislivello in salita:</strong> 236 m</p>
<p><strong>Quota massima:</strong> 284 m</p>
<p><strong>Grado di difficoltà:</strong> medio (tracciato con presenza di qualche salita, su asfalto o con pochi tratti sterrati)</p>
<p><strong>Tempo di percorrenza:</strong> 2,5 ore﻿</p>
<p><a href="http://parchibolognesi.appenninoeverde.it/wp/wp-content/uploads/2010/05/da_bologna_a_monteveglio.pdf" target="_blank">Scarica la cartina in formato .pdf (19.1 MB)</a></p>
<p><em></em></p>
<p>Il secondo percorso per Monteveglio inizia sempre in piazza XX Settembre (<strong>44 m</strong><strong> / N 44° 30’ 20’’, E 11° 20’ 36’’</strong>) raggiunge Casalecchio di Reno, mantenendosi sul tracciato principale della <em>pista ciclabile 1</em> descritta in precedenza e risale lo storico canale di Reno fiancheggiando la Certosa e alcune aree verdi pubbliche. Al termine di questo piacevole e interessante tratto di ciclabile, si attraversa via Canonica e si segue la ciclabile che passa a lato della Casa per la Pace “La Filanda” e scende alla passerella ciclo-pedonale che supera il Reno (<strong>6,0 km</strong><strong> / 54 m / N 44° 28&#8242; 47”, E 11° 16&#8242; 57”</strong>). Dopo aver aggirato una sbarra si imbocca a sinistra in salita via Garibaldi e poi si incontra sulla destra via Isonzo, che si segue per collegarsi, poco prima della rotonda, a una ciclabile sulla sinistra della strada che permette di superare un’altra rotonda e termina dopo un sottopasso nei pressi della stazione ferroviaria di Casalecchio di Reno (<strong>7,5  km</strong><strong> / 60  m / N 44° 28&#8242; 42”, E 11° 16&#8242; 31”</strong>). Dopo un altro sottopasso, prendendo via Cristoni a sinistra si arriva sulla trafficata via Bazzanese e la si segue verso destra in salita per circa un chilometro (con un breve tratto di marciapiede ciclabile), per poi scendere a destra in via Sabotino e seguirla piegando a sinistra per raggiungere la ciclabile, parallela alla ferrovia, che attraversa il giardino pubblico Fabbreria (<strong>9,7 km</strong><strong> / 75 m / N 44° 29&#8242; 00”, E 11° 15&#8242; 23”</strong>). Al termine dell’area verde si sale nuovamente sulla provinciale di fronte alla chiesa di Riale e dopo un centinaio di metri la si attraversa, facendo attenzione, per prendere la stretta ciclabile che si sviluppa contromano su un lato di via Gesso, addossata alle abitazioni. Più avanti la ciclabile si allarga e raggiunge il cimitero di Zola Predosa (<strong>12,5 km</strong><strong> / 79 m / N 44° 29&#8242; 05”, E11° 13&#8242; 28”</strong>), dove occorre attraversare la strada, facendo particolare attenzione, e prendere via del Greto per collegarsi al percorso ciclo-pedonale sterrato Lungo Lavino. Proseguendo a sinistra in riva al torrente, tra coltivi e boschi ripariali, si superano un ponticello, un’area estrattiva destinata a divenire una cassa di espansione per le acque del Lavino, un paio di bivi (dove si tiene la sinistra) e un bel nucleo rurale, prima di arrivare in via Piave a Ponte Rivabella (<strong>16,4 km</strong><strong> / 100 m / N 44° 28&#8242; 00”, E 11° 11&#8242; 38”</strong>), dove si torna su strada asfaltata e si prosegue a destra su via Landa. Dopo aver percorso cinque chilometri circa, con qualche problema di traffico, lungo la valle del torrente Landa, si raggiunge Loghetto e si incontra sulla destra via Montemaggiore (<strong>21,9 km</strong><strong> / 163 m / N 44° 27&#8242; 09”, E 11° 07&#8242; 37”</strong>). La strada sale con forte pendenza (<strong>14 %</strong>) e alcuni tornanti e raggiunge in breve il crinale <strong>(23,1 km / 284 m / N 44° 27&#8242; 23”, E 11° 07&#8242; 12”</strong>), dove si incontra un quadrivio. Una breve deviazione a destra (700 m circa) permette di raggiungere la chiesetta di Montemaggiore e affacciarsi sui vicini, spettacolari calanchi, mentre proseguendo diritto si scende per via Roda nella valle del Samoggia. Al termine della discesa (<strong>24,5 km</strong><strong> / 147 m / N 44° 27&#8242; 23”, E 11° 06&#8242; 58”</strong>), si gira a destra sulla SP 76 e dopo un paio di curve si incontra sulla sinistra il ponte di via dei Ciliegi (<strong>26,2 km</strong><strong> / 128 m / N 44° 28&#8242; 08”, E 11° 07&#8242; 01”</strong>). Oltre il ponte, si sale in via Cà Agostini e, girando a destra, si arriva in breve a incrociare via dei Ponti, che conduce nel centro di Monteveglio, in piazza della Libertà (<strong>28,2 km</strong><strong> / 114 m / N 44° 28&#8242; 14”, E 11° 06&#8242; 03”)</strong>.</p>
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		<title>Da Bologna a Monteveglio (per la pianura)</title>
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		<pubDate>Thu, 06 May 2010 10:57:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francofarnedi</dc:creator>
				<category><![CDATA[In bicicletta]]></category>
		<category><![CDATA[Collegamenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Il primo percorso passa per il parco agricolo periurbano di Villa Bernaroli, di proprietà del Comune di Bologna, e attraversa la pianura a valle della nuova “Bazzanese”. Per raggiungere l’area di Villa Bernaroli dalla città sono possibili varie opzioni, tra le quali ne vengono proposte due, con partenza dal piazzale esterno...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Partenza:</strong> Stazione centrale di Bologna (44 m)</p>
<p><strong>Lunghezza:</strong> 35 o 40,5</p>
<p><strong>Dislivello in salita:</strong> 73 m</p>
<p><strong>Quota massima:</strong> 114 m</p>
<p><strong>Grado di difficoltà:</strong> facile (tracciato in prevalenza pianeggiante e su asfalto)</p>
<p><strong>Tempo di percorrenza:</strong> 3 ore﻿</p>
<p><a href="http://parchibolognesi.appenninoeverde.it/wp/wp-content/uploads/2010/05/da_bologna_a_monteveglio.pdf" target="_blank">Scarica la cartina in formato .pdf (19.1 MB)</a></p>
<p>Il primo percorso passa per il parco agricolo periurbano di Villa Bernaroli, di proprietà del Comune di Bologna, e attraversa la pianura a valle della nuova “Bazzanese”. Per raggiungere l’area di Villa Bernaroli dalla città sono possibili varie opzioni, tra le quali ne vengono proposte due, con partenza dal piazzale esterno della stazione centrale, entrambe di una decina di chilometri circa di lunghezza. Dal giardino di piazza XX Settembre (<strong>44 m / N 44° 30’ 20’’, E 11° 20’ 36’’</strong>), a breve distanza da piazza Medaglie d’Oro, una pista ciclabile segnalata percorre tutta via Boldrini e prosegue oltre viale Pietramellara sino a incontrare sulla destra, dopo circa due chilometri, il vialetto ciclabile di via del Chiù, fiancheggiato dai corsi appaiati del torrente Ravone e della canaletta Ghisiliera, oltre i quali si estende l’ex area militare dei Prati di Caprara. Al termine del vialetto, una volta superato un ponticello e il tunnel stradale, si gira prima a sinistra e poi a destra per via N. Costa, dove si percorre un altro tratto di pista ciclabile, e si prosegue poi su strada lungo via Giorgione sino a deviare in fondo a sinistra per via Agucchi. Al semaforo si attraversa a piedi la via Emilia Ponente e l’area pavimentata del mercato rionale per poi girare a destra tra gli edifici e scendere a una pista ciclabile che conduce verso il Reno. Arrivati in vista del Reno si piega a sinistra seguendo il vialetto ciclabile che raggiunge viale Togliatti e, girando a destra, si supera il fiume sul ponte Bacchelli. Poco prima della rotonda si attraversa il viale grazie a un semaforo a richiesta e si segue la pista ciclabile di viale Salvemini sino a un incrocio, ancora con semaforo, dove si attraversa per proseguire sul marciapiede di via Galeazzi e arrivare alla stazione ferroviaria di Casteldebole. Oltre il sottopasso ferroviario si sale a sinistra via Vaccaro e in cima si gira a destra, facendo particolare attenzione, per superare, il cavalcavia dell’autostrada. In fondo alla discesa, si devia a sinistra per via Casteldebole e poco oltre si incontra sulla destra la pista ciclabile che, costeggiando il ciglio di una cava in fase di dismissione, raggiunge in breve l’area di Villa Bernaroli. In alternativa, da piazza XX Settembre è possibile percorrere via Galliera, girare a sinistra in via dei Mille e poi a destra in via Indipendenza sino a imboccare sulla destra via Falegnami e poi la pista ciclabile segnalata che percorre tutta via Riva di Reno e, superati i viali di circonvallazione, prosegue in via Sabotino. Una volta raggiunto l’ultimo tratto scoperto del canale di Reno prima del centro cittadino, l’<em>Itinerario ciclabile 1</em> <em>Casalecchio</em> si divide e bisogna deviare a destra (indicazione <em>1/a</em>) per scendere, curvare a sinistra e raggiungere l’ingresso principale del Cimitero Storico Monumentale della Certosa di Bologna. Proseguendo sulla ciclabile si incontrano un sottopasso, un paio di incroci stradali e il Parco Delcisa Gallarani prima di arrivare in via Giotto dove si gira a destra e, superata una rotonda, si ritrova in via De Pisis un tratto di ciclabile su marciapiede che permette di raggiungere viale Togliatti in corrispondenza del ponte Bacchelli, collegandosi al percorso già descritto.</p>
<p>Dal retro della seicentesca Villa Bernaroli (<strong>10 km / 55 m / N 44° 30&#8242; 36”, E 11° 15&#8242; 10”</strong>) si aggira con una cavedagna la zona degli orti comunali, si raggiunge il nucleo rurale che ospita una residenza psichiatrica e, utilizzandone la strada sterrata di accesso, si arriva in via Olmetola. Da qui si prosegue su strada asfaltata in direzione del Lavino: si può piegare a sinistra e percorrere tutta via Olmetola, facendo attenzione durante l’attraversamento e sino all’incrocio con via Felicina, per poi seguire a destra per poco meno di un chilometro la trafficata via Rigosa, oppure procedere verso nord lungo via Boiardo (un altro tratto di un chilometro circa con traffico intenso) e al primo incrocio girare a sinistra in via Cavalieri Ducati (occorre estrema attenzione nella svolta a causa della visibilità ridotta, ma il resto della via è a senso unico con traffico ridotto). In entrambi i casi si raggiunge il ponte in ferro che oltrepassa il Lavino (<strong>13,5 km / 60 m / N 44° 31&#8242; 06”, E 11° 14&#8242; 29”</strong>) e si prosegue per via Mincio. Superato un cavalcavia autostradale si incrocia via Masini, che si segue a destra per raggiungere la località Tombe, dove si fronteggiano il bel nucleo rurale di Casa Torre e la chiesa di Cristo Re. Girando a sinistra prima della chiesa, si prende via Madonna dei Prati e, circondati dalla campagna, si raggiunge la località omonima, dove a una curva si procede diritto per via Scuderie, seguendo le indicazioni per la Tenuta Orsi Mangelli. Con una sterrata all’ombra di querce secolari si arriva all’ingresso della vasta tenuta (<strong>18,1 km / 49 m / N 44° 31&#8242; 27”, E 11° 11&#8242; 36”</strong>), privata ma tradizionalmente aperta al passaggio pubblico, e la si attraversa per poi uscire dall’accesso con cancello di via Baiesi. Seguendo quest’ultima via, diretta ad Anzola Emilia, si raggiunge, nei pressi di un ponticello, la ciclabile sterrata che fiancheggia i torrenti Ghironda e Podice e la si percorre sino a un altro ponticello che, a sinistra, conduce nella zona sportiva e permette di arrivare in via Lunga (<strong>20,9 km / 41 m / N 44° 32&#8217;33”, E 11° 11&#8242; 16”</strong>). A questo punto occorre fare molta attenzione, perché dopo un breve tratto di pista ciclabile è necessario attraversare e poi percorrere per 700 m circa questa strada a traffico molto intenso prima di deviare a destra per via Ponte Asse. Superato il ponticello sul rio Martignone si incontra a sinistra la via omonima e la si segue fiancheggiando il corso d’acqua dopo aver fatto, volendo, una breve deviazione per avvicinarsi allo storico palazzo di Confortino, con la bella torre che spicca isolata nei campi, e al vicino oratorio di San Francesco. Poco prima di un sottopasso (<strong>24,4 km / 50 m / N 44° 31&#8242; 15,0”, E 11° 10&#8242; 03”</strong>), si devia a destra in via Papa Giovanni XXIII e, superata l’autostrada con un ripido cavalcavia, si raggiunge via Bargellina e, girando a destra e dopo circa un chilometro e mezzo a sinistra in via Rio, si arriva nel centro di Crespellano (<strong>29,5 km / 64 m / N 44° 30&#8242; 49”, E 11° 07&#8242; 34”</strong>) passando davanti alla chiesa parrocchiale che si affaccia su via Marconi. Dalla piazza del municipio si segue via Togliatti che devia subito a sinistra superando le scuole e il centro polivalente e si gira ancora a sinistra in via Verdi sino a incontrare via Poggi e uscire verso la campagna. Incrociata la trafficata via Cassola <strong>(30,0 km / 64 m / N 44° 31&#8242; 04”, E 11° 06&#8242; 52”</strong>), si può scegliere tra due alternative: prendere a sinistra questa via e, superato il complesso e trafficato incrocio di Muffa, proseguire in direzione di Monteveglio, oltrepassare l’area artigianale e, tenendo la sinistra a una rotonda, raggiungere piazza della Libertà nel centro del paese (<strong>35,0 km / 114 m / N 44° 28&#8242; 12”, E 11° 06&#8242; 03”</strong>) oppure compiere un tragitto più lungo e tortuoso ma con meno automobili (almeno nei giorni non lavorativi). In questo secondo caso si procede oltre l’incrocio nella piacevole campagna attraversata dalle vie Poggi, Scuole Moretto e Moretto Scuole. Giunti dopo alcuni km all’incrocio con via Calzolara si prosegue per lo stretto prolungamento di via Moretto Scuole diretto alla passerella ciclo-pedonale che supera il torrente Samoggia e porta alla strada provinciale che attraversa Bazzano. Qui si deve percorrere verso sinistra alcune centinaia di metri della trafficata strada per poi scendere a destra prima del ponte in viale Martiri e girare subito a sinistra nel parcheggio dello stadio comunale. A margine del parcheggio parte una vialetto ciclo pedonale che passando tra gli impianti sportivi porta a un’altra passerella sul Samoggia e raggiunge via Sirena. Girando a destra verso le colline si seguono via Sirena, che diventa poi via Abitazione, e via Acqua Fredda, e attraverso gli ampi terrazzi coltivati alla destra del Samoggia si raggiunge di nuovo via Cassola, ormai in vista del ponte che anticipa l’ingresso a Monteveglio; da qui, in breve, si arriva in piazza della Libertà (<strong>40,5 km / 114 m / N 44° 28&#8242; 14”, E 11° 06&#8242; 03”</strong>).</p>
<p><em>Note:<br />
- I riferimenti cartografici si basano sulle Carte Tecniche Regionali dell’Emilia-Romagna in scala 1:25.000, secondo la proiezione UTM fuso 32T, Datum WGS 84.<br />
</em></p>
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		<title>Salita al Castello</title>
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		<pubDate>Thu, 06 May 2010 10:52:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francofarnedi</dc:creator>
				<category><![CDATA[In bicicletta]]></category>
		<category><![CDATA[Parco Regionale dell'Abbazia di Monteveglio]]></category>

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		<description><![CDATA[Il breve percorso segue la ripida via Abbazia, la strada asfaltata che da San Teodoro (124 m./ N 44 ° 28' 03”, E 11° 05' 53”) sale decisamente e con un paio di tornanti all’ingresso del castello; arrivati alla porta di ingresso si può proseguire a piedi entrando nel Centro Visita ospitato nella torre trecentesca...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Partenza:</strong> Centro Parco San Teodoro (124 m)</p>
<p><strong>Lunghezza:</strong> 2  km</p>
<p><strong>Dislivello in salita:</strong> 173 m</p>
<p><strong>Quota massima:</strong> 276 m</p>
<p><strong>Grado di difficoltà:</strong> medio (tracciato con presenza di qualche salita, su asfalto o con pochi tratti sterrati)</p>
<p><strong>Tempo di percorrenza:</strong> 0.5 ore﻿</p>
<p>Il breve percorso segue la ripida via Abbazia, la strada asfaltata che da San Teodoro (<strong>124 m./ N 44 ° 28&#8242; 03”, E 11° 05&#8242; 53”</strong>) sale decisamente e con un paio di tornanti all’ingresso del castello; arrivati alla porta di ingresso si può proseguire a piedi entrando nel Centro Visita ospitato nella torre trecentesca oppure arrivare in fondo all’abitato per fare visita alla chiesa e al monastero (<strong>2,20</strong><strong> km / 298 m / N 44° 28&#8242; 11”, E 11° 35&#8242; 05”</strong>). Nella direzione opposta, si può salire sulla panoramica cima del colle della Cucherla. Disponendo di una mountain bike, si può percorrere una piccola variante per il ritorno, scendendo verso il cimitero e deviando subito a sinistra per un tratto di sentiero che, passando davanti al piccolo oratorio della Beata Vergine di San Luca, si ricollega più in basso alla strada asfaltata percorsa all’andata (il sentiero, nel quale è bene fare attenzione agli escursionisti a piedi, è il tratto terminale della storica via della Costa, sino a cinquant’anni fa principale strada di accesso al castello).</p>
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		<title>Dal castello di Monteveglio a quello di Serravalle</title>
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		<pubDate>Thu, 06 May 2010 10:49:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francofarnedi</dc:creator>
				<category><![CDATA[In bicicletta]]></category>
		<category><![CDATA[Parco Regionale dell'Abbazia di Monteveglio]]></category>

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		<description><![CDATA[A margine del parcheggio del Centro Parco (124 m / N 44° 28' 03", E 11° 05' 53") inizia la Pista Ciclabile Le Ginestre che consente di arrivare alla rotonda all'inizio dell'abitato di Monteveglio, da dove si stacca via Sassuolo (0,8 km / 124 m / N 44° 28' 27", E 11° 05' 45"). Seguendo la via, in alcuni tratti a forte pendenza, si risalgono le pendici boscate di Monte Morello.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Partenza:</strong> Centro Parco San Teodoro (124 m)</p>
<p><strong>Lunghezza:</strong> 24.5 km</p>
<p><strong>Dislivello in salita:</strong> 201 m</p>
<p><strong>Quota massima:</strong> 325 m</p>
<p><strong>Grado di difficoltà:</strong> medio (tracciato con presenza di qualche salita, su asfalto o con pochi tratti sterrati)</p>
<p><strong>Tempo di percorrenza:</strong> 2.5 ore﻿</p>
<p><a href="http://parchibolognesi.appenninoeverde.it/wp/wp-content/uploads/2010/05/da_monteveglio_a_serravalle1.pdf" target="_blank">Scarica la cartina in formato .pdf (810 KB)</a></p>
<p>A margine del parcheggio del Centro Parco (<strong>124 m / N 44° 28&#8242; 03&#8243;, E 11° 05&#8242; 53&#8243;</strong>) inizia la Pista Ciclabile Le Ginestre che consente di arrivare alla rotonda all&#8217;inizio dell&#8217;abitato di Monteveglio, da dove si stacca via Sassuolo (<strong>0,8 km / 124 m / N 44° 28&#8242; 27&#8243;, E 11° 05&#8242; 45&#8243;</strong>). Seguendo la via, in alcuni tratti a forte pendenza, si risalgono le pendici boscate di Monte Morello. Giunti in quota, si possono apprezzare belle vedute panoramiche verso il colle dell&#8217;Abbazia, la sottostante valle del rio Ramato e la vicina cima di Monte Gennaro (338 m). Superato un piccolo gruppo di case (<strong>2,8 km / 293 m / N 44° 28&#8242; 06&#8243;, E 11° 04&#8242; 48&#8243;</strong>), si procede a destra lungo via Sant&#8217;Antonio salendo sino a una curva nel bosco (<strong>3,5 km / 300 m / N 44° 28&#8242; 03&#8243;, E 11° 04&#8242; 46&#8243;</strong>), per poi iniziare la lunga discesa che conduce all&#8217;incrocio con la strada che collega Bazzano a Monteveglio. La discesa, dapprima meno accentuata e in seguito assai ripida, passa a lato del parco di Villa Agucchi e offre un ampio panorama verso la pianura. Giunti all&#8217;incrocio, (<strong>5,3 km / 100 m / N 44° 29&#8242; 15&#8243;, E 11° 05&#8242; 14&#8243;</strong>) facendo attenzione al traffico, si imbocca via Marzatore subito a sinistra. Si risale ora per un lungo tratto il fondovalle sino al bivio con via San Michele (<strong>10,4 km / 161 m / N 44° 27&#8242; 14&#8243;, E 11° 03&#8242; 01&#8243;</strong>), che con alcune faticose curve, sale verso il panoramico crinale (<strong>12,0 km / 267 m / N 44° 27&#8242; 04&#8243;, E 11° 01&#8242; 31</strong>), Si procede verso sud, fiancheggiando un paio di selvaggi bacini calanchivi, sino a immettersi in via Castello (<strong>13,4 km / 285 m / N 44° 26&#8242; 20&#8243;, E11° 02&#8242; 11&#8243;</strong>), che a destra conduce in breve allo storico abitato di Castello di Serravalle (<strong>13,8 km / 325 m / 44°26&#8217;20&#8243; E11°01&#8217;52&#8243;</strong>). Per rientrare si scende tutta via Castello sino all&#8217;incrocio con via Rio di Monteorsello (<strong>15,7 km / 190 m / N 44° 26&#8242; 10&#8243;, E 11° 03&#8242; 00&#8243;</strong>) e curvando a sinistra la si segue per un breve tratto per deviare ancora a sinistra (<strong>17,0 km / 161 m / N 44° 26&#8242; 39&#8243;, E 11° 03&#8242; 45&#8243;</strong>) e salire lungo via Monteorsello. La strada, che più avanti diventa via Volta, guadagna quota costeggiando tratti di siepi spontanee, coltivi e case coloniche sino a raggiungere l&#8217;incrocio con via Campomaggiore (<strong>19,1 km / 288 m / N 44° 27&#8242; 23&#8243;, E 11° 04&#8242; 08&#8243;</strong>), dove si prosegue diritto superando poco dopo anche il bivio di via Invernata. Restando su via Volta, si oltrepassa a destra la testata di valle del rio Paraviere, si lambisce la cima boscata di Monte Freddo (<strong>21,0 km / 320 m / N 44° 27&#8242; 43&#8243;, E 11° 04&#8242; 46&#8243;</strong>) e si ammirano sulla sinistra belle vedute verso il colle dell&#8217;Abbazia e i calanchi della valletta del fosso S. Teodoro, prima di iniziare la ripidissima discesa che conduce all&#8217;incrocio con via Abè (<strong>23,3 km / 124 m / N 44° 27&#8242; 57&#8243;, E 11° 06&#8242; 06&#8243;</strong>). Facendo molta attenzione al traffico, si prende a sinistra per entrare a Monteveglio e fare ritorno al Centro Parco (<strong>24,5 km / 124 m / N 44 ° 28&#8242; 03&#8243;, E 11° 05&#8242; 53&#8243;</strong>).</p>
<p><em>Note:<br />
- I riferimenti cartografici si basano sulle Carte Tecniche Regionali dell’Emilia-Romagna in scala 1:25.000, secondo la proiezione UTM fuso 32T, Datum WGS 84.</em></p>
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		<title>Intorno a Monteveglio</title>
		<link>http://parchibolognesi.appenninoeverde.it/intorno-a-monteveglio</link>
		<comments>http://parchibolognesi.appenninoeverde.it/intorno-a-monteveglio#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 06 May 2010 10:42:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francofarnedi</dc:creator>
				<category><![CDATA[In bicicletta]]></category>
		<category><![CDATA[Parco Regionale dell'Abbazia di Monteveglio]]></category>

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		<description><![CDATA[L'itinerario, abbastanza semplice, si sviluppa ad anello su strade asfaltate che per lunghi tratti segnano il confine dell'area protetta e consente una buona visione d'insieme dei paesaggi che caratterizzano l'area protetta. Il tracciato, segnalato dai cartelli del parco (Itinerario n. 4 "Calanchi del Rio Paraviere e valle del Rio Marzatore")...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Partenza:</strong> Centro Parco San Teodoro (124 m)</p>
<p><strong>Lunghezza:</strong> 15,8 km</p>
<p><strong>Dislivello in salita:</strong> 170 m</p>
<p><strong>Quota massima:</strong> 294 m</p>
<p><strong>Grado di difficoltà:</strong> medio (tracciato con presenza di qualche salita, su asfalto o con pochi tratti sterrati)</p>
<p><strong>Tempo di percorrenza:</strong> 1.5 ore﻿</p>
<p><a href="http://parchibolognesi.appenninoeverde.it/wp/wp-content/uploads/2010/05/intorno_a_monteveglio.pdf" target="_blank">Scarica la cartina in formato .pdf (810 KB)</a></p>
<p>L&#8217;itinerario, abbastanza semplice, si sviluppa ad anello su strade asfaltate che per lunghi tratti segnano il confine dell&#8217;area protetta e consente una buona visione d&#8217;insieme dei paesaggi che caratterizzano l&#8217;area protetta. Il tracciato, segnalato dai cartelli del parco (Itinerario n. 4 &#8220;Calanchi del Rio Paraviere e valle del Rio Marzatore&#8221;), è percorribile con normali biciclette e presenta una sola salita impegnativa, che si può anche evitare con un percorso alternativo un poco più lungo.<br />
Dal Centro Parco (<strong>124 m / N 44° 28&#8242; 03&#8243;, E 11° 05&#8242; 53&#8243;</strong>) si scende verso il paese e all&#8217;incrocio si devia a destra superando il municipio e la piazza principale di Monteveglio. Mantenendosi sulla strada principale si curva a destra e dopo un chilometro circa si esce dall&#8217;abitato. Facendo particolare attenzione al traffico si raggiunge un bivio (<strong>1,8 km / 127 m / N 44° 27&#8242; 37&#8243;, E 11° 06&#8242; 00&#8243;</strong>) dove, invece di salire verso il ponte, si procede diritto per via Barlete. Si prosegue in piano a lato del torrente Ghiaia di Serravalle, fiancheggiato da una stretta fascia di vegetazione ripariale, in un paesaggio agricolo piacevolmente vario. Dopo alcuni chilometri si incontra sulla destra via Lametta (<strong>4,7 km / 147 m / N 44° 26&#8242; 45&#8243;, E 11° 05&#8242; 01&#8243;</strong>), che si segue iniziando a salire. Dopo avere costeggiato una siepe con belle querce, la strada curva a sinistra e sale ancora per raggiungere via Campomaggiore (<strong>5,7 km / 186 m / N 44° 27&#8242; 00&#8243;, E 11° 04&#8242; 57&#8243;</strong>); qui, tenendo la destra, con un&#8217;ultima ripida salita si guadagna il crinale (<strong>6,1 km / 244 m / N 44° 27&#8242; 11&#8243;, E 11° 04&#8242; 20&#8243;</strong>). Procedendo a sinistra sempre per via Campomaggiore si rimane in quota con ampia vista panoramica verso sud e, sul lato opposto, il fianco destro della selvaggia valle del rio Paraviere, segnata da spettacoli formazioni calanchive. Arrivati all&#8217;incrocio con via Volta (<strong>7,5 km / 288 m / N 44° 27&#8242; 23&#8243;, E 11° 04&#8242; 08&#8243;</strong>), si sale a destra per incontrare poco oltre, sulla sinistra, via Invernata (<strong>7,7 km / 294 m / N 44° 27&#8242; 36&#8243;, E 11° 04&#8242; 13&#8243;</strong>). Seguendo via Invernata, senza tenere conto di alcune diramazioni laterali, si scende velocemente nella valle del rio Marzatore e, raggiunto il fondovalle, si supera un ponticello e si prosegue a destra (<strong>9,7 km / 141 m / N 44°2 8&#8242; 00&#8243;, E 11° 03&#8242; 31&#8243;</strong>), costeggiando il rio, nascosto da una fascia di pioppi, robinie e qualche quercia, e le prime pendici della collina coltivata di Montebudello. Dopo aver percorsa tutta la stretta via Marzatore, ci si collega alla strada che proviene da Bazzano e, girando a destra (<strong>13,1 km / 100 m / N 44° 29&#8242; 15&#8243;, E 11° 05&#8242; 14&#8243;</strong>) si arriva dopo un paio di chilometri a percorrere, dopo una rotonda, la strada principale dell&#8217;abitato di Monteveglio e, prima del municipio, si imbocca a destra via Abbazia per rientrare al Centro Parco (<strong>15,8 km / 124 m / N 44 ° 28&#8242; 03&#8243;, E 11° 05&#8242; 53&#8243;</strong>).<br />
Per evitare il tratto più ripido di salita, una volta arrivati al bivio con via Lametta si può proseguire diritto costeggiando ancora il Ghiaia di Serravalle sino all&#8217;incrocio di Mercatello (<strong>8,1 km / 190 m / N 44° 26&#8242; 10&#8243;, E 11°03&#8242; 00&#8243;</strong>), dove si devia a destra per via Castello. Percorso un breve tratto della via che sale verso Castello di Serravalle, si incontra sulla destra via Rio Marzatore (<strong>8,6 km / 208 m / N 44° 26&#8242; 16&#8243;, E 11° 02&#8242; 44&#8243;</strong>). Seguendo quest&#8217;ultima via, si incontra una piccola sella (<strong>9,3 km / 218 m / N 44° 26&#8242; 21&#8243;, E 11° 02&#8242; 49&#8243;</strong>), oltre la quale la via, che diventa semplicemente via Marzatore, scende sino al bivio con via Invernata (<strong>12,4 km / 141 m / N 44° 28&#8242; 00&#8243;, E 11° 03&#8242; 31&#8243;</strong>) e poi prosegue lungo il tracciato già descritto alla volta di Monteveglio (<strong>18,5 km / 124 m / N 44 ° 28&#8242; 03&#8243;, E 11° 05&#8242; 53&#8243;</strong>).</p>
<p><em>Note:<br />
- I riferimenti cartografici si basano sulle Carte Tecniche Regionali dell’Emilia-Romagna in scala 1:25.000, secondo la proiezione UTM fuso 32T, Datum WGS 84.</em></p>
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		<title>Dal Corno alle Scale a Monteveglio</title>
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		<comments>http://parchibolognesi.appenninoeverde.it/dal-corno-alle-scale-a-monteveglio#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 06 May 2010 10:37:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francofarnedi</dc:creator>
				<category><![CDATA[In bicicletta]]></category>
		<category><![CDATA[Collegamenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Il lungo percorso di collegamento (67 km circa) permette di ritornare dalla montagna bolognese verso la pianura, con una sosta nel Parco Regionale Abbazia di Monteveglio, chiudendo in questo modo il circuito ad anello che consente di visitare i parchi della provincia di Bologna.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Partenza:</strong> Lizzano in Belvedere (641 m)</p>
<p><strong>Lunghezza: </strong>67,2 km</p>
<p><strong>Dislivello in salita:</strong> 580 m</p>
<p><strong>Quota massima:</strong> 812 m</p>
<p><strong>Grado di difficoltà:</strong> medio (tracciato con presenza di qualche salita, su asfalto o con pochi tratti sterrati)</p>
<p><strong>Tempo di percorrenza:</strong> 4 ore﻿</p>
<p><a href="http://parchibolognesi.appenninoeverde.it/wp/wp-content/uploads/2010/05/dal_corno_a_monteveglio.pdf" target="_blank">Scarica la cartina in formato .pdf (1.15 MB)</a></p>
<p>Il lungo percorso di collegamento (67 km circa) permette di ritornare dalla montagna bolognese verso la pianura, con una sosta nel Parco Regionale Abbazia di Monteveglio, chiudendo in questo modo il circuito ad anello che consente di visitare i parchi della provincia di Bologna. Il tracciato si sviluppa tutto su strade asfaltate e tocca una serie di apprezzate località turistiche della media montagna bolognese, dove è possibile sostare e trovare punti di ristoro; lungo il percorso si incontrano solo un paio di salite più accentuate, mentre è bene fare molta attenzione al traffico nei tratti di collegamento tra i centri abitati maggiori.<br />
Da Lizzano in Belvedere (<strong>641 m / N44° 09&#8242; 50&#8243;, E 10° 53&#8242; 34&#8243;</strong>) si sale per un paio di chilometri verso Villaggio Europa, dove a una curva si resta sulla destra, evitando la salita verso Vidiciatico, per mantenersi sulla SP 324 e raggiungere il valico di Masera (<strong>4,5 km / 763 m / N 44° 11&#8242; 05&#8243;, E 10° 52&#8242; 38&#8243;</strong>) Giunti al quadrivio si prende a destra salendo a Querciola e da qui ancora a destra (<strong>5,8 km / 812 m / N 44° 11&#8242; 30&#8243;, E 10° 53&#8242; 08&#8243;</strong>) per tagliare a mezza costa il Monte Belvedere in direzione di Gaggio Montano (con bella vista panoramica verso Lizzano e i monti che sovrastano il paese). Superata Gabba, si prosegue sino all&#8217;abitato di Gaggio Montano <strong>(11,7 km / 594 m / N 44° 11&#8242; 56&#8243;, E 10° 56&#8242; 10&#8243;</strong>), dominato da un imponente blocco ofiolitico sormontato da un monumento, dove ci si immette nella SP 623 del Passo Brasa, che prosegue a sinistra passando il centro del paese e poi sale a Bombiana. Mantenendosi sulla provinciale si raggiunge Castel d&#8217;Aiano (<strong>29,1 km / 806 m / N 44° 16&#8242; 50&#8243;, E 11° 00&#8242; 05&#8243;</strong>) e si attraversa il paese seguendo le indicazioni per Montese e Zocca. Dopo alcuni chilometri si arriva a Bocca dei Ravari, un bivio incassato tra versanti boscosi (<strong>33,5 km / 788 m / N 44° 18&#8242; 02&#8243;, E 11° 00&#8242; 05&#8243;</strong>) dove si prende a destra per raggiungere Rocca di Roffeno. Superato quest&#8217;ultimo paese, tenendo la sinistra all&#8217;incrocio con la strada che scende a Vergato si arriva a Cereglio (<strong>40,0 km / 682 m / N 44° 18&#8242; 26&#8243;, E 11° 04&#8242; 05&#8243;</strong>). Si prosegue salendo di quota (sino a 762 m) e poi si scende a Tolè (<strong>44,7 km / 674 m / N 44° 19&#8242; 47&#8243;, E 11° 03&#8242; 32&#8243;</strong>). Si rimane lungo il panoramico crinale sino a Cà Bortolani, dove si prende a sinistra (<strong>46,9 km / 680 m / N 44° 20&#8242; 34&#8243;, E 11° 04&#8242; 39&#8243;</strong>) la via San Prospero, che passando per l&#8217;omonima località scende decisamente sino al fondovalle del Samoggia (<strong>52,6 km / 297 m / N 44° 22&#8242; 22&#8243;, E 11° 04&#8242; 03&#8243;</strong>). Oltre il ponte sul torrente si piega a destra, superando poco dopo anche il rio dei Bignami, e si continua sul fondovalle per poi passare sulla sponda destra del Samoggia e arrivare a Savigno (<strong>56,3 km / 261 m / N 44° 23&#8242; 27&#8243;, E 11° 04&#8242; 27&#8243;</strong>). Usciti dal centro di Savigno, si supera ancora una volta il Samoggia e si procede sul trafficato fondovalle per salire poi, tralasciato il bivio che a destra conduce nella valle del torrente Lavino, sino a Zappolino. Al termine della salita (<strong>61,0 km / 231 m / N 44° 26&#8242; 11&#8243;, E 11° 06&#8242; 11&#8243;</strong>) si trascura la strada che a destra conduce verso Fagnano e si prosegue invece diritto per scendere rapidamente a Bersagliera. All&#8217;incrocio in fondo alla discesa (<strong>62,6 km / 148 m / N 44° 26&#8242; 33&#8243;, E 11° 05&#8242; 41&#8243;</strong>), si volta a destra e, utilizzando un tratto di provinciale (occorre fare particolare attenzione al traffico), si raggiunge piazza della Libertà nel centro di Monteveglio (<strong>67,2 km / 114 m / N 44° 28&#8242; 14&#8243;, E 11° 06&#8242; 03&#8243;</strong>).<br />
Da Cà Bortolani è anche possibile proseguire diritto e, superato Montepastore, scendere nel fondovalle del Lavino e puntare su Bologna, passando per Calderino, Ponte Rivabella, Gessi di Zola Predosa e Casalecchio di Reno (in totale 83 km circa da Lizzano in Belvedere sino a Bologna).</p>
<p><em>Note:<br />
- I riferimenti cartografici si basano sulle Carte Tecniche Regionali dell’Emilia-Romagna in scala 1:25.000, secondo la proiezione UTM fuso 32T, Datum WGS 84.</em></p>
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		<title>L&#8217;alta valle del Silla e il crinale di Monte Cavallo</title>
		<link>http://parchibolognesi.appenninoeverde.it/lalta-valle-del-silla-e-il-crinale-di-monte-cavallo</link>
		<comments>http://parchibolognesi.appenninoeverde.it/lalta-valle-del-silla-e-il-crinale-di-monte-cavallo#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 06 May 2010 10:31:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francofarnedi</dc:creator>
				<category><![CDATA[In bicicletta]]></category>
		<category><![CDATA[Parco Regionale Corno alle Scale]]></category>

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		<description><![CDATA[L'itinerario si sviluppa nel settore orientale del parco, uscendo in parte dall'area protetta per permettere di chiudere il percorso ad anello. Si risale tutta la selvaggia alta valle del Silla, con belle vedute sulla parete orientale del Corno alle Scale, per passare poi nella parallela valle del rio Baricello e proseguire attraverso estesi boschi di faggio e radure, toccando alcuni tra i luoghi più suggestivi del territorio montano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>﻿</p>
<p><strong>Partenza:</strong> Lizzano in Belvedere (649 m)</p>
<p><strong>Lunghezza: </strong>35 o 38 km</p>
<p><strong>Dislivello in salita:</strong> 1.400 m</p>
<p><strong>Quota massima:</strong> 1.550 m</p>
<p><strong>Grado di difficoltà:</strong> difficile (tracciato con tratti su sterrato o sentiero e frequenti salite e discese anche impegnative)</p>
<p><strong>Tempo di percorrenza:</strong> 5 ore﻿</p>
<p><a href="http://parchibolognesi.appenninoeverde.it/wp/wp-content/uploads/2010/05/monte_cavallo.pdf" target="_blank">Scarica la cartina in formato .pdf (1.04 MB)</a></p>
<p>L&#8217;itinerario si sviluppa nel settore orientale del parco, uscendo in parte dall&#8217;area protetta per permettere di chiudere il percorso ad anello. Si risale tutta la selvaggia alta valle del Silla, con belle vedute sulla parete orientale del Corno alle Scale, per passare poi nella parallela valle del rio Baricello e proseguire attraverso estesi boschi di faggio e radure, toccando alcuni tra i luoghi più suggestivi del territorio montano. Il tracciato descritto ricalca il<strong> &#8220;Percorso n. 6 Monte Cavallo&#8221;</strong>, segnalato dal Comprensorio del Corno alle Scale ed è, pertanto, possibile fare riferimento alle tabelle color marrone relative a questo percorso.<br />
Da Lizzano in Belvedere (<strong>649 m / N 44° 09&#8242; 37&#8243;, E 10° 53&#8242; 38&#8243;</strong>) si scende al tornante sotto l&#8217;abitato e si seguono le indicazioni per Pianaccio e per il rifugio Segavecchia (<strong>7,8 km / 925 m / N 44° 07&#8242; 29&#8243;, E 10° 51&#8242; 25&#8243;</strong>). Oltre il rifugio si supera una sbarra e si sale la lunga strada forestale che raggiunge il Passo del Lupo (<strong>14,5 km / 1481 m / N 44° 06&#8242; 15&#8243;, E 10° 52&#8242; 06&#8243;</strong>), offrendo belle vedute panoramiche sull&#8217;alta valle del Silla. Prendendo a sinistra si prosegue in discesa per la sterrata sino a incrociare il sentiero CAI 143 (<strong>15,7 km / 1370 m / N 44° 06&#8242; 14&#8243;, E 10° 52&#8242; 42&#8243;</strong>) che si segue a destra in direzione del crinale. Raggiunta la piana erbosa del Rombicciaio (<strong>16,2 km / 1395 m / N 44° 06&#8242; 05&#8243;, E 10° 53&#8242; 00&#8243;</strong>), si incontra a sinistra il sentiero CAI 101 che conduce in breve a Pian dello Stellaio (<strong>17,5 km / 1350 m / N 44° 06&#8242; 24&#8243;, E 10° 53&#8242; 18&#8243;</strong>), un&#8217;altra bella radura, incorniciata dalla faggeta, con macchie di mirtillo e colorate fioriture estive. Qui compare il sentiero CAI 107 che, mantenendosi in quota, taglia le pendici boscose della dorsale, passando sotto le cime dei monti Toccacielo, Pianacetto e Cavallo, e supera alcuni incroci con altri sentieri. Da uno di questi incroci (<strong>km 21,2/ 1370 m / N 44° 07&#8242; 21&#8243;, E 10° 54&#8242; 58&#8243;</strong>) è possibile, scendendo a destra e superando una sbarra, raggiungere l&#8217;ampia strada forestale che verso destra sale in breve al rifugio di Monte Cavallo. Rimanendo sul sentiero 107, invece, si oltrepassa la cima di monte Tresca, si scende per un tratto piuttosto ripido fino ad arrivare al bivio con il sentiero CAI 147 (<strong>22,7 km / 1150 m / N 44° 07&#8242; 51&#8243;, E 10° 55&#8242; 07&#8243;</strong>). Al bivio si prende a sinistra per aggirare il monte e scendere verso Tresana, che si raggiunge abbandonando il sentiero e girando a destra quando questo incrocia una strada forestale (<strong>25,6 km / 980 m / N 44° 07&#8242; 50&#8243;, E 10° 54&#8242; 11&#8243;</strong>). Da Tresana si scende ancora per la strada sino a incrociare poco oltre un&#8217;ampia sterrata che a sinistra conduce al suggestivo santuario di Madonna del Faggio <strong>(26,5 km / 798 m / N 44° 07&#8242; 40&#8243;, E 10° 53&#8242; 49&#8243;</strong>). A questo punto esistono due alternative per fare ritorno a Lizzano. La prima prevede di seguire le indicazioni del sentiero CAI 109 per Monteacuto delle Alpi, scendere verso il rio Baricello, nei pressi del quale si incontra il caratteristico mulino della Squaglia, e da qui (<strong>27,5 km / 740 m / N 44° 07&#8242; 55&#8243;, E 10° 53&#8242; 42&#8243;</strong>) prendere a sinistra iniziando una salita lunga quasi 1 km e molto impegnativa, che conviene percorrere a piedi a causa di alcuni passaggi stretti e assai complicati. Dal caratteristico borgo di Monteacuto (<strong>28,2 km / 913 m / N 44° 08&#8242; 15&#8243;, E 10° 53&#8242; 27&#8243;</strong>) si può poi rientrare a Lizzano seguendo la strada asfaltata che scende al bivio per Pianaccio e si collega al primo tratto percorso all&#8217;andata. L&#8217;alternativa è seguire a ritroso la strada sterrata sino all&#8217;incrocio per Tresana e proseguire sulla strada asfaltata sino a Pennola (<strong>30,4 km / 880 m / N 44° 08&#8242; 44&#8243;, E 10° 54&#8242; 43&#8243;</strong>) e Castelluccio (<strong>32,2 km / 810 m / N 44° 09&#8242; 04&#8243;, E 10° 55&#8242; 36&#8243;</strong>). Quasi al termine di quest&#8217;ultimo abitato, si devia a sinistra per una stretta strada asfaltata che scende verso la località Cà di Rosi per arrivare in località Parchié (<strong>33,9 km / 653 m / N 44° 09&#8242; 23&#8243;, E 10° 54&#8242; 47&#8243;</strong>); qui si incontra una sterrata che scende al bel mulino di Taccaia (<strong>35,8 km / 548 m / N 44° 09&#8242; 19&#8243;, E 10° 54&#8242; 07&#8243;</strong>). Superato il ponte sul Silla, una breve ma ripida sterrata conduce alla località le Fontane (<strong>36,5 km / 574 m / N 44° 09&#8242; 29&#8243;, E 10° 53&#8242; 47&#8243;</strong>), da dove si sale a sinistra e si raggiunge in poco tempo il tornante subito a valle di Lizzano in Belvedere dove si conclude il giro (38,0 km).</p>
<p><em>Note:<br />
- I riferimenti cartografici si basano sulle Carte Tecniche Regionali dell’Emilia-Romagna in scala 1:25.000, secondo la proiezione UTM fuso 32T, Datum WGS 84.</em></p>
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		<title>Dalla valle del Silla all&#8217;alta valle del Dardagna</title>
		<link>http://parchibolognesi.appenninoeverde.it/dalla-valle-del-silla-allalta-valle-del-dardagna</link>
		<comments>http://parchibolognesi.appenninoeverde.it/dalla-valle-del-silla-allalta-valle-del-dardagna#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 06 May 2010 10:25:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francofarnedi</dc:creator>
				<category><![CDATA[In bicicletta]]></category>
		<category><![CDATA[Parco Regionale Corno alle Scale]]></category>

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		<description><![CDATA[Il lungo e a tratti impegnativo itinerario ad anello collega le due valli maggiori del parco e sale verso le quote più elevate, consentendo di avvicinare gli ambienti e i paesaggi montani più caratteristici dell'area protetta. Il tracciato, piuttosto vario, si sviluppa in prevalenza su sterrate...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Partenza:</strong> Lizzano in Belvedere (649 m)</p>
<p><strong>Lunghezza: </strong>38,2 km</p>
<p><strong>Dislivello in salita:</strong> 1.550 m</p>
<p><strong>Quota massima:</strong> 1.794 m</p>
<p><strong>Grado di difficoltà:</strong> difficile (tracciato con tratti su sterrato o sentiero e frequenti salite e discese anche impegnative)</p>
<p><strong>Tempo di percorrenza:</strong> 5 ore﻿</p>
<p><a href="http://parchibolognesi.appenninoeverde.it/wp/wp-content/uploads/2010/05/silla_dardagna.pdf" target="_blank">Scarica la cartina in formato .pdf (1.04 MB)</a></p>
<p>Il lungo e a tratti impegnativo itinerario ad anello collega le due valli maggiori del parco e sale verso le quote più elevate, consentendo di avvicinare gli ambienti e i paesaggi montani più caratteristici dell&#8217;area protetta. Il tracciato, piuttosto vario, si sviluppa in prevalenza su sterrate e in misura minore su strade asfaltate e sentieri; il primo tratto (sino al rifugio Segavecchia &#8211; 8 km) può essere percorso anche con biciclette ibride (touring o trekking bike) o da strada, mentre per percorrere tutto l&#8217;anello è necessaria una <strong>mountain bike</strong> in grado di affrontare meglio le pendenze e i tratti con fondo sconnesso che si incontrano.</p>
<p>Da Lizzano in Belvedere (<strong>649 m / N 44° 09&#8242; 37&#8243;, E 10° 53&#8242; 38&#8243;</strong>) si scende per via 3 novembre sino al tornante a valle dell&#8217;abitato (<strong>0,8 km / 595 m / N 44° 09&#8242; 19&#8243;, E 10° 53&#8242; 51&#8243;</strong>) dal quale si stacca verso destra la strada per Pianaccio che conduce in breve all&#8217;antico nucleo di Casale (<strong>1,2 km / 587 m / N 44° 09&#8242; 09&#8243;, E 10° 53&#8242; 55&#8243;</strong>), le cui case in sasso e la bella fonte immersa nel bosco sono raggiungibili con una breve deviazione a piedi. Restando sulla strada poco oltre si incontra, sulla sinistra, la deviazione per Porchia (<strong>1,8 km / 550 m / N 44° 08&#8242; 55&#8243;, E 10° 53&#8242; 50&#8243;</strong>), dove si trovano un antico mulino divenuto poi ferriera e centrale idroelettrica e un laghetto di pesca sportiva con annesso punto di ristoro (chiuso in inverno). Si prosegue lungo la strada, prestando particolare attenzione nelle curve con visibilità ridotta al modesto traffico locale, e si arriva al bivio per Monteacuto delle Alpi (<strong>3,6 km / 650 m / N 44° 08&#8242; 22&#8243;, E 10° 53&#8242; 07&#8243;</strong>). Prendendo a destra si passa il ponte sul torrente Silla e dopo un paio di tornanti si entra nell&#8217;abitato di Pianaccio (<strong>4,7 km / 760 m / N 44° 08&#8242; 07&#8243;, E 10° 52&#8242; 33&#8243;</strong>), paese natale di Enzo Biagi; il primo edificio che si incontra sulla destra è la grande ex colonia che oggi ospita il Centro Parco e a breve (entro la fine del 2010) diverrà sede dell&#8217;Istituto culturale dedicato a Biagi. Seguendo via Roma (o anche via Maggiore) si raggiunge un massiccio ponte in pietra, oltre il quale il percorso entra nel bosco e prosegue in direzione del rifugio Segavecchia lungo una stretta strada asfaltata dalle molte curve, che offre belle vedute panoramiche sull&#8217;alta valle del Silla. Poco prima del rifugio (<strong>7,8 km / 925 m / N 44° 07&#8242; 29&#8243;, E 10° 51&#8242; 25&#8243;</strong>), che funziona da punto di ristoro in estate e ha nei pressi una fresca fonte, si incontra sulla destra una strada forestale (sentiero CAI 123) che guadagna quota con un&#8217;impegnativa serie di tornanti e conduce poi, attraverso folti boschi di faggio, prima ad un altro rifugio forestale (non gestito, aperto a gruppi su richiesta Tel 0534/51264) e ad una sorgente e poi alla Sboccata dei Bagnadori (12,2 km / 1274 m / N 44° 08&#8242; 47&#8243;, E 10° 51&#8242; 12&#8243;). Qui si prende a sinistra la strada forestale (sentiero CAI 323) che aggira le pendici del Balzo del Fabuino e scende a Pian d&#8217;Ivo, dove una vecchia casa forestale ospita l&#8217;omonimo centro visita del parco <strong>(15,7 km / 1190 m / N 44° 09&#8242; 06&#8243;, E 10° 49&#8242; 31&#8243;)</strong>. Poco dopo ci si immette sulla strada asfaltata e si prosegue a sinistra per raggiungere in breve Madonna dell&#8217;Acero, con il ben noto santuario cinquecentesco. Mantenendosi a sinistra, lungo la strada principale, si oltrepassa una fontana in pietra a tre bocche e si comincia la ripida salita che porta al Cavone (<strong>18,1 km / 1424 m / N 44° 08&#8242; 01&#8243;, E 10° 49&#8242; 18&#8243;</strong>) dove si trovano il rifugio (che funziona solo da ristorante) e il laghetto omonimi e la base degli impianti della stazione sciistica del Corno alle Scale. Superati i primi parcheggi, si sale ancora e si piega a sinistra per incontrare, sempre a sinistra, la strada sterrata (sentiero CAI 329) che conduce al rifugio Duca degli Abruzzi (Tel 0534/53390). Superato un solido ponte in pietra, un breve strappo porta sul pianoro erboso delle Malghe (<strong>20,4 km / 1650 m / N 44° 08&#8242; 01&#8243;, E 10° 49&#8242; 18&#8243;</strong>), da dove un&#8217;ultima serie di strette curve permette di arrivare al rifugio, situato sulle rive del <strong>Lago Scaffaiolo </strong>(<strong>21,4 km / 1794 m / N 44° 07&#8242; 08&#8243;, E 10° 48&#8242; 33&#8243;</strong>), compreso nel modenese Parco del Frignano. Dopo aver apprezzato gli splendidi scenari montani che fanno da cornice al rifugio, si ripercorre in discesa il percorso dell&#8217;andata sino a Madonna dell&#8217;Acero, dove si lascia la strada principale (<strong>26,6 km / 1180 m / N 44° 08&#8242; 54&#8243;, E 10° 49&#8242; 25&#8243;</strong>) e si devia a sinistra verso Case Pasquali per raggiungere il sentiero CAI 331A che scende attraverso il bosco al torrente Dardagna. In questo tratto occorre fare particolare attenzione al fondo molto sconnesso e si consiglia di scendere a piedi sino al fondovalle. Arrivati sul piano (2<strong>7,4 km / 1025 m / N 44° 08&#8242; 53&#8243;, E 10° 49&#8242; 00&#8243;</strong>), si può risalire in bici e riprendere l&#8217;itinerario verso valle (a destra, sentiero CAI 333), costeggiando il torrente Dardagna sino a Poggiolforato; all&#8217;inizio del paese si trova un&#8217;altra interessante struttura del parco, il Museo Etnografico &#8220;G. Carpani&#8221; (<strong>30,3 km / 860 m / N 44° 10&#8242; 03&#8243;, E 10° 49&#8242; 55&#8243;</strong>). Per la strada asfaltata si sale a La Cà (<strong>32,6 km / 925 m / N 44° 10&#8242; 18&#8243;, E 10° 51&#8242; 06&#8243;</strong>) e si prosegue sino a Vidiciatico dove si lascia la strada principale per prendere a destra via Panoramica (<strong>35,2 km / 816 m / N 44°10&#8242; 14&#8243;, E 10° 52&#8242; 26&#8243;)</strong> e, superato l&#8217;oratorio di S. Rocco, si devia a sinistra per raggiungere via Sassoni, fiancheggiata da un percorso vita, che permette di ritornare a Lizzano.</p>
<p><em>Note:</p>
<p>- I riferimenti cartografici si basano sulle Carte Tecniche Regionali dell’Emilia-Romagna in scala 1:25.000, secondo la proiezione UTM fuso 32T, Datum WGS 84.</em></p>
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		<title>Monte Pizzo e i Prati di Budiara</title>
		<link>http://parchibolognesi.appenninoeverde.it/monte-pizzo-e-i-prati-di-budiara</link>
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		<pubDate>Thu, 06 May 2010 10:10:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francofarnedi</dc:creator>
				<category><![CDATA[In bicicletta]]></category>
		<category><![CDATA[Parco Regionale Corno alle Scale]]></category>

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		<description><![CDATA[L'itinerario, che si sviluppa su comode strade forestali nell'area contigua del parco, consente di apprezzare la tipica vegetazione montana che si estende alle quote più basse e offre piacevoli scorci panoramici. Dal centro di Vidiciatico...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Partenza:</strong> Vidiciatico (816 m)</p>
<p><strong>Lunghezza: </strong>10,2 km (a/r)</p>
<p><strong>Dislivello in salita:</strong> 378 m</p>
<p><strong>Quota massima:</strong> 1.194 m</p>
<p><strong>Grado di difficoltà:</strong> medio (tracciato con presenza di qualche salita, su asfalto o con pochi tratti sterrati)</p>
<p><strong>Tempo di percorrenza:</strong> circa 1.30 ore﻿</p>
<p><a href="http://parchibolognesi.appenninoeverde.it/wp/wp-content/uploads/2010/05/monte_pizzo_prati_budiara.pdf" target="_blank">Scarica la cartina in formato .pdf (222 KB)</a></p>
<p>L&#8217;itinerario, che si sviluppa su comode strade forestali nell&#8217;area contigua del parco, consente di apprezzare la tipica vegetazione montana che si estende alle quote più basse e offre piacevoli scorci panoramici. Dal centro di Vidiciatico (<strong>816 m / N 44° 10&#8242; 18&#8243;, E 10° 52&#8242; 15&#8243;</strong>), dove si trova una fresca fontana alla quale ci si può rifornire, si inizia a salire nel paese seguendo via Panoramica e le indicazioni per Budiara e Monte Pizzo. Subito si incontra sulla sinistra l<strong>&#8216;oratorio seicentesco di S. Rocco</strong>, con il bel portico e il caratteristico tetto in lastre di arenaria. Mantenendosi su via Panoramica si lambisce poco oltre un parcheggio e si piega decisamente a destra per salire al bivio con via Farneti (<strong>0,5 km / 850 m / N 44° 10&#8242; 03&#8243;, E 10° 52&#8242; 22&#8243;</strong>). Imboccata a sinistra questa via, poco più in alto si prosegue per via Monte Grande. La strada supera ancora alcune abitazioni e giunge a un tornante dove un bel tabernacolo segnala la sorgente della Fontana d&#8217;Affrico. A questo punto l&#8217;itinerario segue la strada che sale ai Prati di Budiara e a Monte Pizzo (sentiero CAI 127), restando all&#8217;ombra di un bel bosco misto di latifoglie con frassini maggiori, aceri di monte, castagni, noccioli, maggiociondoli e un ricco sottobosco; in corrispondenza di una curva, si apre una bella veduta panoramica sulla media valle del Silla. Arrivati nei pressi di Budiara (<strong>3,5 km / 1120 m / N 44° 09&#8242; 23&#8243;, E 10° 52&#8242; 31&#8243;</strong>), si prosegue a sinistra mantenendosi sulla strada sterrata sino a raggiungere gli impianti della seggiovia che sale da Lizzano in Belvedere a Monte Pizzo (<strong>4,5 km / 1194 m / N 44° 09&#8242; 16&#8243;, E 10° 53&#8242; 05&#8243;</strong>) dove, con una breve deviazione a piedi, si può visitare il Parco Avventura (<a href="http://www.montepizzo-adventurepark.it" target="_blank">www.montepizzo-adventurepark.it</a>) e il piccolo oratorio in sasso dedicato a S. Gualberto, fondatore di Vallombrosa e patrono dei forestali. Da Monte Pizzo si continua per la strada forestale che, attraverso una folta faggeta, conduce in breve alla <strong>Bocca delle Tese</strong>, segnata dagli scuri affioramenti rocciosi delle argilliti dell&#8217;Unità Sestola-Vidiciatico (un complesso eterogeneo di rocce sedimentarie caratteristico delle montagne dal Reggiano al Bolognese). Giunti alla sella (<strong>5,3 km / 1173 m / N 44° 09&#8242; 09&#8243;, E 10° 52&#8242; 44&#8243;</strong>), punto di incrocio di vari sentieri, si prende a destra (ritrovando dopo poco i segnali del sentiero CAI 127) e con una serie di saliscendi si arriva agli ampi prati di Budiara, ricchi di belle fioriture primaverili (<strong>6,5 km / 1150 m / N 44° 09&#8242; 24&#8243;, E 10° 52&#8242; 27&#8243;</strong>). Superato il ristorante si ritorna al bivio già incontrato e si scende a sinistra per fare ritorno a Vidiciatico.</p>
<p><em>Note:</p>
<p>- I riferimenti cartografici si basano sulle Carte Tecniche Regionali dell’Emilia-Romagna in scala 1:25.000, secondo la proiezione UTM fuso 32T, Datum WGS 84.</em></p>
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		<item>
		<title>Dai Laghi Suviana e Brasimone al Corno alle Scale</title>
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		<pubDate>Thu, 06 May 2010 10:06:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francofarnedi</dc:creator>
				<category><![CDATA[In bicicletta]]></category>
		<category><![CDATA[Collegamenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Per il trasferimento dal territorio del Parco Regionale Laghi Suviana e Brasimone verso Lizzano in Belvedere e gli altri centri abitati del Parco Regionale Corno alle Scale vengono proposte due possibili alternative, entrambe con partenza dalla diga di Suviana...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Partenza:</strong> Diga di Suviana (471 m)</p>
<p><strong>Lunghezza: </strong>31,9 o 27,8 km</p>
<p><strong>Dislivello in salita:</strong> 780 o 820 m</p>
<p><strong>Quota massima:</strong> 775 o 655 m</p>
<p><strong>Grado di difficoltà:</strong> medio (tracciato con presenza di qualche salita, su asfalto o con pochi tratti sterrati)</p>
<p><strong>Tempo di percorrenza:</strong> circa 2.30 ore﻿</p>
<p><a href="http://parchibolognesi.appenninoeverde.it/wp/wp-content/uploads/2010/05/dai_laghi_al_corno.pdf" target="_blank">Scarica la cartina in formato .pdf (554 KB)</a></p>
<p>Per il trasferimento dal territorio del Parco Regionale Laghi Suviana e Brasimone verso Lizzano in Belvedere e gli altri centri abitati del Parco Regionale Corno alle Scale vengono proposte due possibili alternative, entrambe con partenza dalla diga di Suviana (<strong>471 m / N 44° 08&#8242; 04&#8243;, E 11° 02&#8242; 27&#8243;</strong>). Il primo percorso di collegamento tra i due parchi segue la parte conclusiva del terzo itinerario del capitolo dedicato al Parco Regionale Laghi Suviana e Brasimone, passando per Castel di Casio e Berzantina per raggiungere Porretta Terme (<strong>16,0 km / 349 m / N 44° 09&#8242; 19&#8243;, E 11° 58&#8242; 43&#8243;</strong>) e scendere poi sino a Silla (utilizzando il vecchio tracciato della Porrettana, ora declassato, lungo il quale occorre comunque prestare attenzione al traffico locale). All&#8217;incrocio principale del paese (<strong>19,4 km / 130 m / N 44 180142, E 10 980303</strong>), regolato da un semaforo, si devia a sinistra e si sale gradualmente per la SP 324 del Passo delle Radici seguendo le indicazioni per Lizzano in Belvedere (<strong>31,9 km / 641m / N 44° 09&#8242; 37&#8243;, E 10° 53&#8242; 38&#8243;</strong>).<br />
Un percorso alternativo, più tortuoso ma su strade meno trafficate, prevede di salire dal bivio al termine della diga di Suviana sino al paese omonimo e, dopo averlo attraversato superando alcuni incroci, di proseguire lungo la SP 40 in direzione di Ponte della Venturina. Dopo alcuni chilometri ci si immette nella strada che collega Porretta Terme a Badi (<strong>3,5 km / 641m / N 44° 07&#8242; 43&#8243;, E 11° 01&#8242; 12&#8243;</strong>), e, svoltando a sinistra, la si segue per un breve tratto. Al primo crocevia (<strong>3,9 km / 634 m / N 44° 07&#8242; 29&#8243;, E 11° 01&#8242; 12&#8243;</strong>) si devia decisamente a destra per scendere ancora in direzione di Ponte della Venturina. Restando sulla strada principale, si entra per un breve tratto in Toscana e si scende con una serie di curve sino alla SS 64 Porrettana. Voltando a destra, si supera il ponte sul Reno (<strong>7,4 km / 402 m / N 44° 07&#8242; 43&#8243;, E 10° 59&#8242; 53&#8243;</strong>), si arriva a Ponte della Venturina e, dopo 300 m circa, si sale decisamente a sinistra per la SP 64 in direzione di Borgo Capanne. Tenendo la sinistra a un paio di incroci, si raggiunge l&#8217;abitato di Borgo Capanne (<strong>11,4 km / 625 m / N 44° 07&#8242; 56&#8243;, E 10° 58&#8242; 27&#8243;</strong>) e si prosegue oltre un piccolo valico verso le frazioni di Vetica e Varano (<strong>13,0 km / 605 m / N 44° 08&#8242; 26&#8243;, E 10° 57&#8242; 43&#8243;</strong>). Da Varano una bella strada scende all&#8217;ombra del bosco al mulino di Granaglione (<strong>14,9 km / 505 m / N 44° 08&#8242; 30&#8243;, E 10° 57&#8242; 06&#8243;</strong>), posto sulle rive del rio Maggiore, per poi risalire alla località Le Croci (<strong>15,6 km / 544 m / N 44° 08&#8242; 46&#8243;, E 10° 56&#8242; 59&#8243;</strong>), da dove si prosegue, superando alcune case sparse e il nucleo di Poggello, sino a Capugnano (<strong>17,5 km / 580 m / N 44° 09&#8242; 25&#8243;, E 10° 57&#8242; 02&#8243;</strong>). Poco oltre il paese, si incrocia la strada che a sinistra conduce verso Castelluccio e la si segue per un paio di chilometri sino al bivio (<strong>19,4 km / 663 m / N 44° 09&#8242; 39&#8243;, E 10° 56&#8242; 29&#8243;</strong>) con l&#8217;antica strada della Madolma, che un tempo era il principale collegamento tra Porretta e il Belvedere. Fiancheggiando coltivi e macchie di bosco si scende sino al ponte sul Silla (<strong>23,5 km / 452 m / N 44° 10&#8242; 01&#8243;, E 10° 54&#8242; 24&#8243;</strong>) e, superata la frazione di Panigale di Sotto, con le sue due belle ferriere, ci si immette dopo circa un chilometro sulla strada che, a sinistra, sale in poco tempo a Lizzano in Belvedere (<strong>27,8 km / 641m / N 44° 09&#8242; 37&#8243;, E 10° 53&#8242; 38&#8243;</strong>).</p>
<p><em>Note:<br />
- I riferimenti cartografici si basano sulle Carte Tecniche Regionali dell’Emilia-Romagna in scala 1:25.000, secondo la proiezione UTM fuso 32T, Datum WGS 84.</em></p>
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